Spinelli, l’italiano sbattuto in “prima”

La notizia é di due giorni fa: alcuni militari brasiliani venivano preparati dall’italiano Giovanni Piero Spinelli (nella foto in addestramento) per poi essere reclutati dalla sua presunta agenzia (indicata col nome di First Line) ed essere inviati in Iraq come addetti alla sicurezza, (o “mercenari”, o segurança, qui il termine conta poco).
La paga promessa era senza dubbio allettante, almeno in Brasile: tremila dollari al mese per due anni. Ma ad allettare era soprattutto l’idea di fare un po’ di guerra, di quella vera…
Aggiungiamo, per completezza dell’informazione, e vista l’apatia della stessa stampa italiana sulla vicenda, che lo Spinelli é personaggio molto noto alle cronache nazionali.
Fu infatti indagato nel 2004 dalla procura di Bari per l’arruolamento dei famosi quattro bodyguard, poi sequestrati in territorio iracheno. Il suo difensore era niente altri che Carlo Taormina.
A stupirci in questa vicenda peró é soprattutto il comportamento tanto ipocrita quanto xenofobico, della stampa brasiliana. Si titola gioiosamente Militares aliciados por italiano recebiam US$ 3 mil, oppure Italiano é preso no centro da cidade com material militar (quest’ultimo, che si commenta da solo, lo leggiamo invero sul sito della Polizia civile di Rio), e si mettono tranquillamente in secondo piano le macroscopiche connivenze di cui questa attivitá ha goduto.
Per cominciare: l’agenzia di Spinelli aveva addirittura un ufficio a Rio de Janeiro: in Centro, in Rua Ouvidor 87.
Gli addestramenti militari venivano effettuati nel Centro de Instrução do Gericinó, in Deodoro, nella zona occidentale di Rio. E si svolgevano con la piena collaborazione dello stesso comandante della caserma, il tenente colonnello Roberto Raimundo Criscuol. E inoltre le armi usate nelle esercitazioni erano in dotazione dell’Esercito brasiliano.
E pensate che sia tutto? Giovanni Piero Spinelli era stato contrattato dalla Polizia civile e dalla Polizia militare per l’addestramento degli agenti che vigileranno le strade carioca nel corso dei prossimi Giochi panamericani 2007 di Rio.
Insomma in una caserma delle Forze armate brasiliane, con la totale e tranquilla consapevolezza del suo comandante, venivano addestrate potenziali guardie del corpo da inviare in Iraq. Che fosse presente un avventuriero italiano o francese o bulgaro dovrebbe passare in assoluto secondo piano.
E - diró di piú - ci pare inevitabile, vista la particolaritá dei fatti, che la vicenda fosse nota molto, molto piú in alto, rispetto al tenente colonnello Criscuol. Forse designato, insieme all’italiano, come il vitello da sacrificare sull’altare dell’onore militare. Ovviamente brasiliano.
Uno straniero, un gringo, che in una caserma addestra dei militari o ex militari sotto la supervisione del suo comandante, é solo una marionetta, un burattino in mano ad altri.
E in questo caso Mino Carta, che col servizio “Mercenários made in Brazil. Depois de recrutarem na Itália, especialistas atuam entre nós…” sul suo Carta capital ha lanciato il caso, ci ha sinceramente deluso. Non é piú il tempo - crediamo - di far leva sui bassi istinti patriottardi, nemmeno in Brasile. (Francesco Giappichini).

