B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Quando il Brasile è di serie B

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L’altro giorno ci è capitato sotto mano il numero 445 de “I Viaggi” di Repubblica” con due articoli dedicati al Brasile, uno dei quali con protagonista Fiorella Mannoia che pubblicizzava il suo bellissimo disco, “Onda tropicale”. Purtroppo, come accade spesso sui media italiani che si occupano a qualunque titolo del Brasile, anche questo giornale è incorso in alcuni grossolani errori all’interno dei due articoli.

Qualche esempio? Sulla copertina c’è scritto: “Le scuole di samba e i luoghi degli amici di Fiorella Mannoia: da Gilberto Gil a Chique Barque“. Ora, chi conosca un minimo di Brasile e di musica brasiliana sa che il noto cantautore e scrittore citato non si chiama Chique Barque bensì Chico Buarque. Un refuso? Può darsi, ma a pagina 25, in “Lavagem da purificação”, il samba è declinato al femminile come sui bollettini della parrocchietta (e in un articolo che parla delle scuole di samba ci si attenderebbe quanto meno che il nome del ballo sia scritto in modo corretto).

Un duplice infortunio? Chissà, ma quando scorriamo le immagini scopriamo che la didascalia a pagina 27 di quella di Gilberto Gil, che oltre a non essere un perfetto sconosciuto è anche ministro della Cultura dell’attuale governo, è indicato il nome di Gilberto Djavan (altro musicista che in realtà si chiama Djavan Caetano Viana e non Gilberto).

Il martirio continua a spese della incolpevole grammatica portoghese quando a pag. 18 la citazione “Minha pátria é minha lingua” è… addomesticata con un italianissimo “mia” in luogo del corretto pronome possessivo portoghese. O ancora a pag. 24, dove il libro di poesie di Chico César è “Cantos Elegíacos de Amozade” al posto del più poetico “Cantos Elegìacos da Amizade”. E per concludere ancora a pag. 23, dove nel “Bar do Arnaudo”, la popolarissima baia di Rio de Janeiro trascende inopinatamente in ”Ganabara“.

Ora, non sappiamo a voi, ma a noi questa Waterloo di errori su un giornale che si occupa di viaggi sembra francamente troppo. Sarebbe bastata solo un po’ più di attenzione e di informazione sul Brasile. Il compito di un giornalista dovrebbe essere anche quello di fornire notizie precise ai lettori. Non osiamo immaginare i commenti dei brasiliani che hanno letto questi due articoli né quello di Fiorella Mannoia che tanto ha lottato per costruirsi un barlume di credibilità nell’utilizzo del suo fragile portoghese.

Infine un dubbio: sarebbe accaduta questa ecatombe nel caso gli articoli in questione si fossero occupati degli Stati uniti? Chissà come mai questi infortuni accadono per lo più quando ci si occupa di “paesi terzi”. E per di più questa volta su una testata come “Repubblica” che ha fama (ma quanto meritata, in tema di politica estera?) di essere progressista. E che invece dimentica spesso di combattere  la battaglia a nostro avviso più importante e sottovalutata: quella contro l’analfabetismo di ritorno. (F. Colantoni) 

2 risposte a Quando il Brasile è di serie B »»


Commenti

  1. Commento di Giancarlo Mostachetti | 2007/01/22 alle 21:15:05

    Purtroppo Repubblica, come anche altri quotidiani italiani a grande tiratura cadono spesso in grossolani errori, non solo quando parlano del Brasile, ma anche quando scrivono su altre paesi.
    Fare una mera elencazione sarebbe tedioso e inutile.
    Dulcis in fundo, sia su Repubblica che sul Corriere, ho letto strafalcioni anche quando parlavano degli USA.
    Non ricordo il periodo, sono alcuni anni, ma almeno nel caso del Corriere mi ricordo la massa di lettere di protesta dei vari lettori (che il Corriere ad onor del vero pubblico a mo di scusa).

  2. Commento di Gaetano Risica | 2007/01/22 alle 22:00:55

    Carissimi,
    io ho trovato anche di peggio, ovvero mentre buona parte degli errori citati potrebbero essere attribuiti, come scusa, a problemi tipografici, su un “autorevole” rivista di viaggi e turismo, Partiamo, edizione mese di novembre 2006, in un articolo sul Cearà si trova scritto:

    La regione si trova nel nord del Brasile, confina, a est, con lo stato di Amazonas e, a sud-ovest, con il Pernambuco.

    Ma stiamo scherzando!!!

    …viene da pensare che il giornalista che ha scritto l’articolo abbia alzato un pò ilgomito e quindi nella sua mappa i veri confini abbiano preso altre direzioni!?!

    Ora vi invito a verificare, direttamente su una mappa del Brasile, quali sono i veri confini del Cearà…….è incredibile come si possa citare il confine con l’Amazzonia che si trova aldilà del Piauì e del Parà, e tra l’altro a nord e non ad est, dove invece si trova l’Oceano Atlantico, mentre al sud ci si dimentica completamente del Rio Grande do Norte e del Paraiba!!!

    Beh questo potrebbe essere un motivo in più per seguire meglio Musibrasil!!!

    Abraços
    Gaetano


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