B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Vertice Mercosul di Rio, qualcosa é cambiato

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Al Vertice del Mercosul, appena conclusosi a Rio de Janeiro, s’é assistito a qualcosa di nuovo.

Negli anni scorsi questi incontri avevano solo una valenza diplomatica: si definivano alcuni parametri commerciali, dietro le quinte si difendevano quei gruppi economici che operavano negli altri Paesi dell’area, e poco altro. Infatti nessun passo avanti é stato fatto verso l’integrazione politica, con l’eccezione del Parlamento insediato circa un mese fa, pochi verso quella economica, mentre lunghi passi indietro sotto il profilo della libera circolazione di persone, merci e servizi non sono mancati. Adesso a cambiare qualcosa verso una maggiore integrazione del continente ci si prova davvero. E la dimostrazione sta nella forza d’attrazione che questo blocco politico comincia ad esercitare sugli altri Paesi dell’area. Tutto ció forse grazie al vento “antimperialista” e di sinistra che soffia sull’America Latina? Certamente questo c’entra molto, é evidente.

Comunque i presidenti sudamericani sono arrivati al vertice di Rio con agende zeppe, il coltello fra i denti, e sopra tutto con grande determinazione. Tanto che la prima impressione che s’é potuta ricavare é stata quella d’un ”allegro” tutti contro tutti.  

Ha cominciato Lula, che si é tolto i sassolini dalla scarpa ed ha criticato il vicino argentino sia per la sua intransigenza nei rapporti commerciali con Uruguay e Paraguay, sia per una eccessiva freddezza verso l’entrata di nuovi paesi membri, segnatamente Bolivia (in pole position) ed Ecuador. Montevideo ed Asunción, senza dimostare molta gratitudine verso Lula, hanno lanciato strali verso i grandi, Brasile ed Argentina, che farebbero - nel blocco - la “parte del leone”.

Anche l’ex cocalero Evo Morales non ha mostrato troppa gratutudine verso il ”presidente operaio”, affermando che la Bolivia non puó piú sovvenzionare il gas a beneficio dei brasiliani. E come non bastasse s’é unito al fronte dei “piccoli” nella critica contro i “grandi”. Immancabile lo scontro tra lo stesso antimperialista Morales e il derechista Uribe, anch’egli invitato alla riunione.

Su tutti, ovviamente, l’ex “paracadutista” Hugo Chávez Frias: che ha tenuto a far sapere d’essersi insediato nello stesso hotel in cui dormí Fidel. Da parte sua la stampa straniera, statunitense ma non solo, ha fatto notare che ormai l’”immagine mediatica” di Chávez riesce ad oscurare completamente quella del sapo barbudo pernambucano. 

L’integrazione del cono Sul comincia sta veramente cominciando. E poteva cominciare solo cosí. (Francesco Giappichini).         

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