Tom per due

Serata jazz-bossa per intenditori, ieri sera alla Salumeria della musica di Milano, in occasione della presentazione del cd “Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil” (Philology). Buona partecipazione di pubblico, atmosfera raccolta e grande attenzione della platea verso due generazioni, due storie, due mondi musicali a confronto.
Al piano Renato Sellani, marchigiano della costa, con il suo virtuosismo libero ma rigoroso, distillato sonoro di una carriera eccezionale che lo ha visto affiancare i mostri sacri americani e accompagnare le signore del jazz mondiale. Alla voce Rosa Emilia, baiana di Venezia dal canto suadente e ammaliatore, interprete dalla brasilianità intonsa dopo vent’anni di Italia, come fosse ancora la musa ispiratrice del poeta Cacaso.
Uno a proteggere le fughe dell’altra e viceversa in un dualismo complice e coinvolgente. Dopo l’ouverture di Sellani, che improvvisa su un tema di Legrand, il recital si snoda lungo l’eterno songbook jobiniano, con un paio di concessioni a Buarque (”O que será que será”) e a Lobo (”Canto triste”). È un botta e risposta continuo tra due atteggiamenti artistici agli antipodi che non camminano mai in parallelo ma si intrecciano, si coinvolgono, si cercano e si trovano. Non due metà della stessa mela musicale che si completano, ma due frutti interi dal sapore prelibato, uno mediterraneo, l’altro tropicale, limone e maracujá, i cui profumi antitetici si esaltano. La classe del gentiluomo d’altri tempi incontra l’eleganza spontanea della jovem senhora.
Sellani suona e ruba la scena con riservatezza assordante, Rosa canta e se la riprende con vigore sussurrato. Intense le versioni di “Insensatez”, “Eu sei que vou te amar” e “Vivo sonhando”. È classica la bellezza della loro “Garota”, panoramica la foto in grandangolo del loro “Cordovado”. Colorato di emozione il “Retrato em branco e preto” dipinto dai due. Un quadro perfetto per una notte da incorniciare. (A. Forni)

